Il provvedimento prevede, fra l'altro, l'istituzione del domicilio digitale per tutti i cittadini, l'indirizzo online che consentirà di dialogare con la PA e di ricevere anche le multe

Il Consiglio dei Ministri n.43/2017 dell'8 settembre scorso ha approvato, in via preliminare, un decreto che integra e modifica alcune disposizioni del CAD (Codice dell'amministrazione digitale, in conformità a quanto previsto dalla legge delega, al fine di accelerare l'attuazione dell'agenda digitale europea, dotando cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.

Si tratta, quindi, di uno schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al d.lgs. 179/2016, recante "Modifiche e integrazioni al Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche".

Queste le linee portanti del nuovo provvedimento:

  • a. proseguire nell'opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel CAD e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;
  • b. rafforzare la natura di "carta di cittadinanza digitale" della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
  • c. promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
  • d. garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
  • e. rafforzare l'applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
  • f. promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.

Domicilio digitale: le specifiche
In particolare, per quel che riguarda il domicilio digitale, si prevede che tutte le persone fisiche (e quindi non solamente professionisti, imprese e PA) abbiano un proprio recapito web dove ricevere dalla pubblica amministrazione gli atti, le notifiche, le multe, e le comunicazioni aventi valore legale e viceversa. Chiunque, quindi, potrà eleggere il proprio domicilio digitale, cioè aprire una casella di posta elettronica certificata (o equivalente), attraverso il quale ricevere una sanzione del codice della strada, la notifica di un atto amministrativo o di un atto giudiziario.

Nel dettaglio, le PA, i gestori di servizi pubblici e le società a controllo pubblico notificheranno i propri atti (compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione, e le ingiunzioni) direttamente presso i domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato.

A livello operativo, la conformità all'originale della copia informatica del documento notificato sarà attestata dal responsabile del procedimento, fatte salve le disposizioni specifiche previste in ambito tributario, che prevedono la facoltà di notifica a mezzo posta elettronica certificata.

Assume particolare rilevanza il fatto che non si potrà contestare di avere mai ricevuto una comunicazione al domicilio digitale, poiché il mittente avrà la sicurezza dell'inoltro, purché le comunicazioni stesse siano state fatte tramite i domicili digitali agli indirizzi inseriti negli specifici elenchi o a quello eletto come domicilio speciale.

In attesa delle specifiche tecniche (apposito regolamento) che dovrà far partire il sistema, nel provvedimento si evidenzia che:

  • il domicilio legale sarà iscritto in un elenco e cioè nell'elenco dell'Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all'iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese;
  • i domicili digitali devono essere aperti presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

Accesso ai servizi digitali delle PA
Nel provvedimento sono previste anche modalità semplificate per l'accesso ai servizi digitali, con l'istituzione di una dashboard (scrivania unificata) a disposizione del cittadino per pagamenti e altri servizi, come ad esempio atti di liquidazione, rettifica, accertamento e irrogazione di sanzioni.

Documento informatico
Viene allargato il valore probatorio (in giudizio) dei documenti informatici, estendendolo anche ai file non firmati con firma digitale, ma con sistemi tecnici che garantiscano l'identificazione dell'autore. Nello specifico, l'art.43 comma 1 prevede che "gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti, si intendono soddisfatti a tutti gli effetti di legge a mezzo di documenti informatici, se le relative procedure sono effettuate in modo tale da garantire la conformità ai documenti originali e sono conformi alle linee guida dettate ai sensi dell'articolo 71".

Spid
L'accelerazione dell'autenticazione ai servizi pubblici attraverso SPID è segnalata nell'art.64, comma 2-quater, dove si stabilisce che l'"accesso ai servizi in rete erogati dalle pubbliche amministrazioni che richiedono identificazione informatica avviene tramite SPID. Il sistema SPID è adottato dalle pubbliche amministrazioni secondo le modalità definite con il decreto di cui al comma 2-sexies". Sarà un successivo decreto a stabilire la data per l'utilizzo del solo SPID per l'accesso ai servizi in rete.

Il difensore civico per il digitale
Il decreto prevede anche l'introduzione del difensore civico per il digitale istituito presso l'Agid. Un solo difensore a livello nazionale, al posto di uno per ogni amministrazione (come era previsto nella versione precedente del testo). Al garante, chiunque potrà presentare segnalazioni relativamente a presunte violazioni del Cad o delle altre norme in materia di digitalizzazione. Se il difensore le ritiene fondate inviterà il responsabile a rimediare subito e comunque non oltre 30 giorni. 

In allegato:


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