Il Comitato di settore Autonomie Locali ha impartito all'Aran la direttiva per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del personale del comparto delle funzioni locali.

Comitati di Settore Autonomie locali e Regioni Sanità hanno assunto una direttiva finalizzata ad avviare le procedure per il rinnovo contrattuale del personale dei livelli per il triennio 2016-2018, con l'individuazione delle relative risorse, ai sensi dell'art. 47 del d.lgs. 165/2001 e successive modificazioni.

Ricordiamo che il comparto Funzioni Locali comprende i dipendenti delle regioni, dei comuni, delle province, delle città metropolitane, delle camere di commercio, delle Ipab a prevalenza di compiti sociali, degli Iacp.

Obiettivi

  • potranno essere elaborate soluzioni utili ad incentivare il raggiungimento degli obiettivi posti dal legislatore in materia di gestioni associate e di sviluppo delle Unioni di Comuni e accorpamenti delle Camere di commercio;
  • si ritiene necessario un potenziamento degli strumenti di flessibilizzazione della prestazione lavorativa e di gestione dell'orario di lavoro, perseguendo nel contempo una sempre migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ed in particolare mediante il ricorso a soluzioni di coworking e smart working.


Previsione degli oneri per il rinnovo contrattuale
Nella direttiva si fornisce la tabella della previsione degli oneri per il rinnovo contrattuale del personale non dirigente del comparto delle Funzioni locali, ricordando che, ai sensi dell'art. 48, comma 2 del d.lgs. 165/2001, le risorse per gli incrementi retributivi per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali delle amministrazioni regionali e locali sono a carico dei rispettivi bilanci. A tal fine, gli enti provvedono ad effettuare l'accantonamento degli oneri contrattuali nei rispettivi bilanci.

Relazioni sindacali

  • il modello delle relazioni sindacali dovrà essere opportunamente adeguato attraverso la chiara individuazione dei confini delle relazioni partecipative rispetto alla contrattazione;
  • il contratto dovrà prevedere una definizione priva di ambiguità delle materie oggetto di contrattazione decentrata integrativa;
  • va rivista e rafforzata la facoltà, in particolare per gli enti di minori dimensioni, di concentrare le sedi di contrattazione integrativa, anche valorizzando le forme associative, i livelli di area vasta, le associazioni regionali di enti.


Sistema di classificazione professionale

  • conferma della categoria A fino ad esaurimento della stessa;
  • previsione dei nuovi accessi a partire dalla categoria B, che ne assorbe le relative funzioni;
  • per le categorie B e D previsione dell'accesso esclusivamente dalla posizione economica iniziale B1 e D1;
  • mantenenimento fino ad esaurimento, per il personale inquadrato inizialmente nelle posizioni B3 e D3, dell'attuale modalità di quantificazione del differenziale stipendiale assorbito dal fondo per la contrattazione integrativa.


Rapporto di lavoro

  • assimilazione tra il tempo di viaggio e la prestazione lavorativa per alcune categorie di lavoratori, in occasione di trasferte di durata non superiore alle dodici ore;
  • utilizzazione delle ferie (art. 18 del CCNL 6/7/1995) e dei permessi retribuiti (art. 19 comma 2 CCNL del 6/7/1995) frazionati ad ore, in via graduale tra le diverse tipologie degli enti del comparto.


Struttura salariale

  • definire la cornice dei presupposti di fatto delle indennità;
  • graduare "forcelle" retributive accessorie diversificate, nel minimo e nel massimo, in relazione alle specifiche e differenziate caratteristiche istituzionali, dimensionali, sociali e ambientali delle amministrazioni interessate;
  • chiarire definitivamente che la prestazione lavorativa in turno svolta in un giornata festiva è una ordinaria giornata di lavoro;
  • al personale turnista che ordinariamente in base al turno assegnato presta la propria attività lavorativa in una giornata festivanon si applica la disciplina del riposo compensativo a recupero della festività lavorata o la corresponsione dello straordinario di cui all'art. 24 del CCNL del 14/09/2000.


Fondi salario accessorio e contrattazione secondo livello

  • il fondo per la contrattazione integrativa, oltre alle risorse aventi carattere di certezza, stabilità e continuità, può essere alimentato annualmente, ove nel bilancio dell'ente sussista la relativa capacità di spesa, con importi aventi caratteristiche di eventualità e di variabilità, nel rispetto del limite di cui all'art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017;
  • sottrarre dalla disciplina dei fondi delle voci retributive legate alla retribuzione di posizione e di risultato delle posizioni organizzative con la contestuale riduzione del valore dal fondo per la contrattazione decentrata integrativa e comunque nel rispetto dell'art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017, tanto per le risorse scorporate che per le risorse che residuano sui fondi contrattuali.

Posizioni organizzative

  • conferma di un sistema di incarichi di posizioni organizzative graduato, con l'attribuzione di un conseguente trattamento economico differenziato in funzione esclusivamente della specifica complessità, da stabilire sulla base di indicatori fissati a livello di singola amministrazione;
  • possibilità effettiva, da parte dei dirigenti, di delegare alle posizioni organizzative funzioni e attività di cui essere direttamente responsabili con riferimento in particolare alla gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnate agli uffici, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 17 comma 1-bis del d.lgs.165/2001 e ss.mm.ii;
  • aggiornamento, in aumento per quanto riguarda il tetto massimo, dei range della retribuzione attribuibile in connessione all'incarico di responsabilità ed alla sua graduazione;
  • previsione di una specifica disciplina retributiva, anche di risultato, nel caso di incarico di posizione organizzativa conferito nell'ambito delle Unioni di comuni, con valori almeno non inferiori a quelli previsti per ogni altra P.O. nei comuni appartenenti all'Unione, anche eventualmente graduando i tetti massimi retributivi in relazione alle di mensioni e al numero degli enti nel rispetto del limite previsto dall'art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017 complessivamente individuato tra i comuni appartenenti all'Unione e l'Unione medesima.


Sistema delle progressioni economiche all'interno delle categorie
Si ritiene necessario che la fase negoziale sia l'occasione per un aggiornamento in senso migliorativo della disciplina degli sviluppi di carriera del personale, attraverso la radicale revisione dei relativi criteri e procedure, al fine di recuperarne il valore selettivo e premiale previsto dall'art. 23, comma 2, del d.lgs. 150/2009.

Unione di comuni e gestioni associate
E' necessario introdurre nuove regole in sostituzione di quelle già dettate dagli articoli 13 e 14 del CCNL del 22/1/2004, anche allo scopo di assicurare il raccordo delle discipline contrattuali con quanto prescritto dalla legge 56/2014 e dall'art.3 , commi da 30 a 32, della legge n. 244/2007 in tema di trasferimento del personale dai Comuni alle Unioni o di impiego dello stesso nelle altre forme associative.

Personale Polizia Locale

  • chiarire le modalità con cui le risorse derivanti da specifiche disposizioni di legge (in particolare art. 208 del d.lgs. 285/1992) possono incrementare la consistenza delle risorse decentrate, vincolate a tali finalità, nel rispetto dell'art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017;
  • valutare la possibilità di introdurre, nell'ambito delle risorse contrattuali destinate al salario accessorio, specifiche forme di indennizzo dell'operatività degli agenti, in termini sia di responsabilità del grado rivestito che di mansioni effettivamente assegnate esterne agli uffici, adeguatamente graduate in relazione alle peculiarità dimensionali, istituzionali, sociali e ambientali degli enti.


In allegato, la direttiva per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del personale del comparto delle funzioni locali.


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