Il decreto del 1° aprile del MIT, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, disciplina l'installazione dei dispositivi stradali di sicurezza per motociclisti (DSM) continui su barriere di sicurezza stradale discontinue

E' stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n.114 del 17 maggio 2019, il decreto c.d. Salva motociclisti (decreto del MIT del 1° aprile 2019) atteso oramai da lungo tempo.

Il decreto prevede l'obbligo di installazione dei dispositivi stradali di sicurezza per motociclisti (DSM) continui su barriere di sicurezza stradale discontinue. Le barriere continue sono quelle che presentano dal lato del traffico una superficie continua sia in senso orizzontale che verticale per un’altezza di almeno 80 cm dal piano viabile. Tutte le altre sono da intendersi discontinue.

Negli allegati al decreto sono descritte le istruzioni tecniche per l'impiego dei dispositivi stradali di sicurezza per i motociclisti, posti in opera espressamente per proteggere il conducente e/o il passeggero, caduto dal motociclo o ciclomotore, che, scivolando sul piano stradale, si diriga verso la barriera di sicurezza, in ambito sia urbano che extraurbano.

I dispositivi dovranno essere realizzati di modo da mitigare l’effetto dell’urto sulla barriera della persona caduta, evitandone il contatto diretto con pericolose discontinuità che possono avere effetti taglienti sugli utenti dei veicoli a due ruote, in caso di urto.

Aspetto molto importante è l'individuazione delle zone da proteggere, dovranno essere infatti montati sulle barriere discontinue installate o da installare lungo il ciglio esterno della carreggiata su tutte le strade ad uso pubblico aperte al transito di veicoli a motore, nei tratti di curva circolare, di cui al decreto ministeriale 5 novembre 2001, della singola carreggiata, caratterizzato da un raggio minore di 250 m per i progetti che riguardano i casi previsti dall’articolo 2 del decreto ministeriale 18 febbraio 1992.

Il progettista della installazione dei dispositivi di ritenuta stradale potrà effettuare valutazioni atte a verificare, con apposita relazione tecnica, la possibilità di non installare il DSM in considerazione di elementi quali l’entità e la composizione del traffico, le condizioni di percorrenza, la velocità di progetto, la geometria plano-altimetrica del tracciato, la composizione della sezione stradale e le dimensioni della piattaforma, la conformazione e le caratteristiche degli spazi marginali, le caratteristiche di aderenza superficiale, la regolamentazione della circolazione, nonché tutti gli altri elementi significativi per la valutazione delle condizioni di sicurezza “intrinseca” dell’infrastruttura.

Altra ipotesi di installazione dei citati dispositivi è prevista, anche al di fuori delle predette casistiche, in corrispondenza di punti singolari della strada quali curve circolari aventi un raggio minore di 250 m ed intersezioni in corrispondenza dei quali si siano verificati nel triennio cinque incidenti gravi che abbiano visto il coinvolgimento di veicoli a motore a due ruote.

Gli enti proprietari della strada avranno tempo 180 giorni a partire dal 18 maggio 2019 (giorno di pubblicazione del decreto) per attuare dette disposizioni. Per le opere con procedura di affidamento in corso e per quelle per le quali sia stato già approvato il progetto definitivo alla data di entrata in vigore del decreto, gli enti avranno tempo un anno per provvedere all'adeguamento.


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