L'Associazione dei Comuni sottolinea che il trasporto scolastico è un servizio pubblico, riconosciuto nell'ambito del diritto allo studio, costituzionalmente garantito, rivolto alle famiglie a sostegno della fruizione dell'istruzione di base e il cui esercizio da parte dei comuni non dovrebbe essere subordinato a regole troppo rigide

Segnaliamo, in materia di servizi scolastici, la lettera inviata dal segretario nazionale dell'Anci al Ministero dell'Istruzione (MIUR) e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in seguito alla pubblicazione della deliberazione 46/2019 della Corte dei Conti Sez. Piemonte, la cui interpretazione ha individuato "la natura del trasporto scolastico come servizio pubblico locale e non a domanda individuale", cosa che "potrebbe comportare non pochi problemi nella prosecuzione dell’esercizio dell’attività da parte dei Comuni, che peraltro, hanno sempre effettuato tale servizio sostenendone la spesa anche con risorse proprie, spesso considerevoli".

Nella lettera si sottolinea che il trasporto scolastico è un servizio pubblico, riconosciuto nell’ambito del diritto allo studio, costituzionalmente garantito, rivolto alle famiglie a sostegno della fruizione dell’istruzione di base e il cui esercizio da parte dei comuni non dovrebbe essere subordinato a regole così rigide.

Da qui l’invito ai due Ministeri ad individuare, prima dell’avvio del prossimo anno scolastico, una idonea soluzione attraverso un intervento normativo oppure una circolare esplicativa che definisca, nell’ambito dell’autonomia dell’amministrazione e nel rispetto degli equilibri di bilancio, le modalità per assicurare alle famiglie un servizio fondamentale.


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