Cassazione: non commette reato il soggetto che, sottoposto a misura di prevenzione, viene sorpreso a guidare il motorino senza patente perché revocata dal Prefetto

Guidare il ciclomotore (cd. motorino) senza patente, anche se sottoposti a misura di prevenzione, non configura reato in quanto la depenalizzazione applicata in materia vale anche in questo caso, visto che i ciclomotori fino a 50 c.cnon sono considerati "motoveicoli".

E' questa la conclusione a cui arriva la Corte di Cassazione (Penale, Sez. I) nella recente sentenza 36648/2019, che ha fornito in'interessante interpretazione in merito alle disposizioni del d.lgs. 159/2011. Esso ha infatti previsto, a far data dal 19 gennaio 2013, la necessità del conseguimento della patente di guida (sia pure, con i minimi requisiti autorizzativi della categoria "AM") per i conducenti dei ciclomotori.

Nello specifico, viene richiamato e ribadito il principio di diritto secondo cui non integra gli estremi del reato di cui all'art. 73 d.lgs. 159/2011 la condotta del soggetto sottoposto, con provvedimento definitivo, a una misura di prevenzione personale che conduca senza patente - o dopo che la patente sia stata negata, sospesa o revocata - un ciclomotore "non potendo tale mezzo essere ricondotto alla categoria dei motoveicoli contemplata dalla suddetta norma" (Sez. 1 n. 6752 del 19/11/2018, dep. 2019, Miceli, Rv. 274803; Sez. 1, n. 49473 del 16/07/2018, Grillo, n. m.).

L'attuale disciplina, in vigore dal 19 gennaio 2013 per effetto del d.lgs. 59/2011, all'art. 116, comma 1 del C.d.S. stabilisce, mutando parzialmente la prospettiva rispetto alla situazione precedente, che non si possono guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente di guida e, ove richieste, le abilitazioni professionali. Ma il mero fatto dell'intervenuta previsione del conseguimento di una patente di guida anche per i conducenti di ciclomotori, con decorrenza dal 19 gennaio 2013 (quindi, vigente alla data di commissione del fatto ascritto), secondo la Corte suprema non legittima un'interpretazione in virtù della quale il soggetto che, sottoposto a misura di prevenzione in via definitiva, sia stato colto alla guida di un ciclomotore senza patente, possa essere chiamato a rispondere del reato previsto dall'art. 73 d.lgs. 159/2011.

La Cassazione evidenzia, infine, che ove il d.lgs. 159/2011 avesse avuto l'obiettivo di rimodellare la fattispecie di cui all'art. 73 cit. recependo e coordinando la novità normativa introdotta nel CdS al fine di estendere la punibilità della condotta sanzionata dall'art. 73 ai conducenti di ciclomotori, lo avrebbe fatto modificando i dati strutturali della fattispecie incriminatrice, essendo già nota la novità normativa riguardante la necessità di abilitazione (anche) per la guida dei ciclomotori.

Ma questo non è avvenuto: l'esito di questo ragionamento è che tutti gli indici interpretativi rilevanti per chiarire l'ambito di applicazione dell'art. 73 d.lgs. 159/2011 inducono a concludere che, in mancanza di un intervento normativo, rimangono immutate le distinzioni riguardanti le categorie dei motoveicoli e dei ciclomotori, con l'effetto che la platea dei destinatari della norma incriminatrice in esame non può ritenersi suscettibile di ampliamento sulla scorta di un'esegesi sistematica spinta al punto tale da inserire nella sua sfera di disciplina anche i conducenti dei ciclomotori per il solo fatto che pure per loro è ora necessario il conseguimento del titolo per l'abilitazione alla guida, ove poi il titolo manchi o sia revocato per l'effetto della misura di prevenzione.

Va, dunque, ritenuto che estendere l'applicazione dell'art. 73 cit. anche ai prevenuti che siano stati sorpresi alla guida di ciclomotori senza patente di guida sarebbe approdo contrario all'insuperabile divieto di analogia in malam partem in materia penale risultante dall'art. 1 cod. pen., dall'art. 14 disp. prel. cod. civ. e dall'art. 25 Cost.

Nella prospettiva configurata, va senz'altro condiviso il rilievo secondo cui la depenalizzazione del reato di guida senza patente di cui all'art. 116 cod. strada a seguito del d.lgs. 8/2016 non si estende all'ipotesi in cui la guida senza patente venga posta in essere da persona sottoposta a misura di prevenzione personale, in relazione alla quale l'art. 73 del d.lgs. 159/2011 prevede un autonomo reato (Sez. 6, n. 8223 del 12/12/2017, dep. 2018, Cavallo, Rv.272233); rilievo che va specificato nel senso che esso non riguarda la guida del ciclomotore, poiché tale condotta è, nella disciplina vigente, estranea all'ambito di applicazione dell'art. 73 cit.


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