Consiglio di Stato: l'individuazione e la localizzazione delle sedi farmaceutiche sono connesse ai compiti di pianificazione urbanistica attribuiti ai comuni

Spetta al comune individuare nuove zone in cui collocare le farmacie.

Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 6998/2019 dello scorso 15 ottobre, dove si evidenzia che le disposizioni introdotte dal DL 1/2012 superano le norme precedenti che assegnavano alla Regione la competenza alla formazione e alla revisione della pianta organica delle farmacie. Di conseguenza, lo strumento pianificatorio deve considerarsi “un atto di esclusiva competenza del comune".

Nello specifico, il comune è competente a deliberare l’individuazione delle zone in cui collocare le nuove sedi farmaceutiche, anche nell’ipotesi di cui all’art. 104 R.D. 1265/1934, che consente l’istituzione di una nuova farmacia, distante almeno 3.000 metri da quelle esistenti, in deroga al criterio demografico, in considerazione delle "condizioni topografiche e di viabilità".

Ma - aggiunge Palazzo Spada - il rispetto della distanza dei 3000 metrinon può intendersi in modo rigido”, alla luce della giurisprudenza comunitaria ed, in particolare, della sentenza della Corte di Giustizia europea CE n. 570 del 1° giugno 2010, che afferma che “le autorità competenti potrebbero perfino essere indotte ad interpretare la regola generale nel senso che è possibile autorizzare l'apertura di una farmacia a distanza inferiore alla distanza minima non solo in casi del tutto eccezionali, ma ogni volta che la rigida applicazione della regola generale rischi di non garantire un accesso adeguato al servizio farmaceutico”.


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