Il Governo ha approvato, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e di quelli da essi derivati o loro sinonimi e la relativa disciplina sanzionatoria

Il Consiglio dei Ministri n.28 del 6 febbraio 2020, su proposta del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, ha approvato, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e di quelli da essi derivati o loro sinonimi e la relativa disciplina sanzionatoria ai sensi dell’art.7 della legge 37/2019 - Legge europea 2018.

Il decreto contiene disposizioni che riguardano esclusivamente i requisiti essenziali di composizione che i prodotti e i manufatti con essi fabbricati devono soddisfare per poter essere immessi sul mercato. L’obiettivo è quello di avere una chiara e univoca indicazione dei materiali utilizzati e di eliminare potenziali ostacoli al buon funzionamento del mercato.

L’attività di accertamento delle eventuali violazioni sarà svolta, nell’ambito delle ordinarie attività istituzionali, dalle Camere di commercio, dall’Agenzia delle dogane (limitatamente alle fattispecie relative all’immissione in libera pratica dei prodotti), dalla Guardia di finanza e dalla polizia giudiziaria, mentre il Ministero dello sviluppo economico curerà l’attività di monitoraggio e coordinamento delle diposizioni.

Tra le condotte che saranno punite sono ricomprese:

  • la mancanza di etichetta o contrassegno;
  • l’utilizzo di etichetta o contrassegno non conforme ai requisiti richiesti.

Obbligo di etichettatura: i soggetti coinvolti e le specifiche

  • fabbricanti e importatori sono considerati responsabili dell'esattezza delle informazioni riportate in etichetta, nei contrassegni e nei documenti commerciali di accompagnamento; 
  • ai distributori spetta l'obbligo di verificare che materiali e manufatti abbiano l'etichetta o siano dotati di contrassegno;
  • l'etichetta dovrà essere durevole, leggibile facilmente, visibile e accessibile, saldamente applicata sui prodotti;
  • contrassegni ed etichette sono sostituibili dal mero documento commerciale di accompagnamento (cd "bolla") quando la loro destinazione non è il cliente finale, ma un altro operatore economico della filiera;
  • se una parte dei prodotti è composta da materiali differenti rispetto a quelli citati, questi dovranno essere denunciati chiaramente nelle etichette o nei contrassegni, con la chiara indicazioni di quali siano le parti con essi composte.

Sanzioni

Il decreto prevede multe:

  • tra 3 mila e 20 mila euro per fabbricanti e importatori che immettono sul mercato italiano prodotti privi della nuova etichetta o contrassegno;
  • tra 1.500 e 20 mila euro per le etichette e i contrassegni che non saranno conformi agli obblighi di legge o per chi utilizza bolle di accompagnamento incomplete;
  • tra 700 e 3.500 euro per i distributori che immettono sul mercato prodotti senza etichetta o contrassegno o con etichette e contrassegni non conformi alle nuove disposizioni;
  • tra 3 mila e 20 mila euro per l'utilizzo di nomi generici o derivati come «cuoiame», «pellame», «pelletteria» o «pellicceria», in violazione alle nuove regole fissate nel provvedimento.

Oltre al pagamento della sanzione, fabbricanti e importatori dovranno regolarizzare le merci entro 60 giorni dalla contestazione ricevuta. Tale regolarizzazione entro due mesi andrà comunicata dallo stesso imprenditore sanzionato all'Autorità che ha disposto la sanzione e alla Camera di commercio competente, mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Se quest'ultimo obbligo non sarà ottemperato, potrebbe scattare un'ulteriore sanzione, compresa tra 3 mila e 20 mila euro.


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